M     A    R     C     O     N    A     T    A     L    E

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Si è bloccato, il tempo. Rimosso, perduto, sbarrato nella luce. Cuba fuori dal tempo, il tempo fuori dal mondo. Il mondo fuori da Cuba. In questo paese, tormentato dalla miseria, il tempo sembra essersi bloccato, schiacciato, tutto quello che c'è fuori non è il mondo.  Il mondo è Cuba stessa. Cuba è un villaggio obliato, lontano, consumato nei mari stantii dell’indifferenza globale. Cuba è un villaggio trascurato, distante, smagrito nei lagni rancidi dell’indifferenza del sistema internazionale. Cuba è un villaggio di confine, confinato, stretto ed attanagliato nella morsa della noncuranza collettiva. Soffre, Cuba. Pena, arranca, scivola senza mai precipitare o franare del tutto. Sempre in bilico, sempre con un piede nella fossa ed una mano stretta sulla spalla di Josè Martì. Canta, Cuba, urla senza mai farsi sentire, senza mai alzare troppo la voce. Isola, isolata, isolante. Non si esce dal paese, non si passa la frontiera, non si piange agli aeroporti. Icona da marciapiede questo paese, fuori dal mondo, dentro la gabbia.

           
       
 
   
                 
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